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La Fine dell'Anima
Perché la coscienza non ha bisogno dell'eternità per essere straordinariaDentro il corpo umano non vive alcuna anima immortale.
Non esiste nessun principio immateriale che osserva il mondo dall'interno, nessun "io" eterno separato dalla carne, nessun fantasma nella macchina. Eppure questa idea - antica, seducente, potentissima - ha modellato per millenni il modo in cui gli esseri umani hanno interpretato se stessi.
Ha fondato religioni.
Ha giustificato gerarchie.
Ha reso sopportabile la morte e subordinato la vita a un altrove invisibile.
Ha trasformato un'intuizione primitiva in un dogma intoccabile, e il bisogno umano di senso in un sistema di potere.
Questo libro smonta, pezzo dopo pezzo, l'intera architettura dell'anima.
Attraverso un percorso rigoroso e multidisciplinare, l'autore accompagna il lettore dalle origini mitologiche del sacro fino alle più recenti scoperte delle neuroscienze, mostrando come coscienza, identità e senso di sé non siano misteri trascendenti, ma fenomeni emergenti della materia cerebrale: processi naturali, dinamici, fragili e straordinari.
Un'indagine che intreccia:
Lesioni cerebrali, farmaci, traumi, esperimenti e testimonianze cliniche convergono in un'unica conclusione:
quando la materia cambia, l'io cambia con essa.
Quando il cervello si altera, la personalità si trasforma.
Quando il cervello si spegne, non resta alcun testimone che possa sopravvivere.
Il "fantasma" non è indipendente dalla macchina:
è un effetto della macchina.
Se l'anima non esiste, perché l'idea dell'anima è così resistente?
Perché continuiamo a difenderla anche di fronte alle prove contrarie?
Quali meccanismi cognitivi, emotivi ed evolutivi rendono questa illusione così seducente?
L'autore affronta queste domande con lucidità e compassione, mostrando come l'anima non serva a spiegare la coscienza, ma a proteggerci dalla paura della morte. È un anestetico culturale, un adattamento psicologico, una narrazione collettiva che ha permesso alle società umane di sopravvivere al trauma della finitezza.
Accettare la mortalità non impoverisce l'esistenza.
La rende urgente.
La rende preziosa.
La rende finalmente nostra.
Questo libro non distrugge il senso della vita:
lo sottrae all'illusione dell'eternità per restituirlo alla responsabilità umana.
Non promette consolazione.
Offre lucidità.
E nella lucidità, paradossalmente, c'è una forma nuova e più profonda di libertà.
Hallo! Ich bin Libroamiko, dein Buchberater.
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