Passt nicht? Macht nichts! Sie können Artikel bis zu 30 Tage zurückgeben
Mit einem Geschenkgutschein können Sie nichts falsch machen. Der Beschenkte kann sich im Tausch gegen einen Geschenkgutschein etwas aus unserem Sortiment aussuchen.
Bis zu 30 Tage Rückgaberecht
Il termine tolleranza è ingannevole, ambiguo e ha una pluralità di significati. Ingannevole perché sembra semplice, di facile comprensione, e non lo è. Ambiguo, o piuttosto anfibologico, perché sta a indicare l'accettazione di qualcosa - un comportamento, un'ideologia, una concezione del mondo - che, per altro verso, si disapprova.1 Il suo sinonimo, sopportazione, è più plebeo, ma è più leale. Denuncia uno stato di sofferenza, qualcosa che si subisce malvolentieri.
È anche polisemico. Ora viene usato in un senso, ora in un altro. Tra le sue varie connotazioni tre, in particolare, meritano di essere citate per la loro importanza e per la loro profonda diversità. La prima versione è la più nobile ed è quella su cui ha insistito Voltaire:2 la pratica della tolleranza deve essere ispirata alla persuasione che il rispetto degli altri è fondamentale e va sempre salvaguardato, anche quando l'opinione altrui venga giudicata erronea o addirittura riprovevole. In secondo luogo, la tolleranza può essere uno dei tanti istrumenta regni, di cui servirsi e da mettere da parte, a seconda delle circostanze o anche del proprio capriccio. Può essere dovuta, infine, a ragioni di mera convenienza: si subisce ciò che non si ha la forza di eliminare. Il prezzo da pagare per reprimere ciò che viene valutato come negativo è troppo alto: meglio soprassedere. La prima categoria appartiene a quella che solitamente viene chiamata tolleranza attiva, la terza alla tolleranza passiva e la seconda può collocarsi in una posizione intermedia.
Non va dimenticato che la tolleranza fa parte del comportamento naturale e che, in questo senso, appartiene a tutti gli individui. Ognuno di noi è chiamato a sopportare gli altri. È sufficiente pensare ai rapporti tra genitori e figli: anche quelli più amorevoli e più distesi, contengono un quid di sopportazione scambievole. Anzi, l'amore si manifesta anche (non solo) attraverso questa tolleranza. Perfino nei confronti di sé stesso possono esserci, come è noto, problemi di accettazione del proprio io e don Primo Mazzolari invitava a sopportare Dio.3 Certo, la tolleranza storica e cioè religiosa, politica, culturale è altra cosa. Ha da vedere con un'autorità che detiene il potere e che lo esercita in forma organizzata; spesso viene regolamentata e prende forma giuridica; è espressione dello Stato; ecc.
Inoltre, la tolleranza implica quasi sempre la reciprocità, anche se il più delle volte si tratta di un rapporto asimmetrico, squilibrato: chi è tollerato deve tollerare che lo si tolleri, se è consentito il gioco di parole ed essere tollerati significa trovarsi in una condizione di inferiorità. L'intolleranza è la rottura di questo contratto-capestro quasi sempre silenzioso. Fintanto che non lo sopprime il nazista è costretto a sopportare l'ebreo. La tolleranza è un'uccisione mancata.