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Fabrizio De André e Dori Ghezzi / Luisa e Cristina Cinque (1979)
L'idea di creare una 'collana' di libri sui sequestri di persona era la proposta di Pino Scaccia, amico e fratello. Pino aveva pubblicato nel luglio 2000 un libro dal titolo "Sequestro di persona" Il caso Lombardini e la Zona grigia dei rapimenti in Italia. Io tergiversavo, la mia passione era la fotografia e i viaggi. Poi, però, arriva il covid ...2020. Pino in quell'occasione mi chiama e mi ripropone la 'collana', per passare le giornate in casa, al tempo vivevo in Colombia ed io continuavo a tergiversare. Prima di morire di covid Pino scrisse il suo ultimo libro: Un inverno mai così freddo come nel 1943 (2020).
Sono passati 25 anni, quando Pino me lo propose, adesso sono pronto. Non ricordo quanti 'sequestri di persona' ho seguito con la mia macchina fotografica, molti con mio padre ed altri in autonomia.
La collana parte da Giannello Tamponi 1976 e Leone Concato 1977 per finire con Silvia Melis 1997. Ventun anni viaggiando dalla Gallura alla Barbagia, dalle Baronie all'Ogliastra.
Fabrizio De André e Dori Ghezzi
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Il 1979 è passato alla storia come l'annus horribilis dei sequestri di persone in Sardegna, si contarono; diciassette persone rapite, dieci delle quali in Gallura, divenne tragicamente l'epicentro dell'attività dell'Anonima Sarda con colpi clamorosi come quelli di Fabrizio De André e Dori Ghezzi.
Il 14 aprile 1980 ero a Tempio Pausania, mentre ero impegnato per La Nuova Sardegna e l'Associated Press; la cronaca giudiziaria era incandescente: i tribunali sardi tentavano di processare una stagione di violenza senza precedenti; proprio mentre il servizio di leva obbligatorio (la "Naja") sottraeva spesso giovani professionisti ai propri incarichi.
Lo scoop di Mauro Carassale, a cui faccio riferimento nella "seconda serie", è un pezzo di storia del fotogiornalismo locale; perdere quel treno per la caserma di Bracciano è stato, per me, un duro colpo per la mia carriera fotografica in un momento così cruciale.
Finita la naja riprendo in mano le macchine fotografiche. Poco se non niente era cambiato.
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Luisa e Cristina Cinque
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Sabato 7 di luglio del 1979. Temerario e clamoroso sequestro di persona in Costa Smeralda; madre e figlia. Così titolava La Nuova Sardegna all'ennesimo sequestro.
Non vi era niente di temerario, quattro mascherati bloccano una stradina con massi e armi. Luisa Scaccabarozzi, moglie di un industriale cartario, Giorgio Cinque, milanese, accompagnava la figlia dal medico condotto: la ragazza, quindicenne, infatti aveva accusato un lieve malore. Il sequestro è avvenuto nella tarda mattinata, attorno alle 11 e 30. A quell'ora, infatti, madre e figlia sono uscite di casa per recarsi nella piccola frazione di San Pantaleo, in comune di Olbia. Poco prima di arrivare alla strada provinciale hanno trovato la strada sbarrata da massi.
È probabile che le donne si siano rese immediatamente conto del pericolo ed abbiano tentato di chiudersi all'interno dell'auto.
L'allarme è stato dato solo dopo molte ore. La Chevrolet sulla quale viaggiavano le due donne sarebbe stata bloccata a poche centinaia di metri dalla loro villa.
Il rapimento è avvenuto vicino alla zona dove fu sequestrato proprio un anno prima Mauro Carassale.
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